‘Gugu’ Podestà, un altro incrocio con Celestini
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‘Gugu’ Podestà, un altro incrocio con Celestini

Augusto ‘Gugu’ Podestà è, calcisticamente parlando, l’uomo dai mille volti: inizia a tirare calci nell’Entella degli anni Ottanta, quella di Barbieri, Ventura, Arbasetti ed Elce, Ventura e Spalletti. Arriva sino alla prima squadra, approda al professionismo, vive diverse esperienze sino alla serie C. Poi il ritorno a Chiavari, appende le scarpe al chiodo, va subito in panchina, istruttore di squadre giovanili, tecnico in seconda in serie D. Un’altra svolta: diventa collaboratore del settore giovanile del Genoa, segue partite e talenti per tutta Italia e pure all’estero. Altra svolta, si mette a fare l’allenatore in proprio, guida squadre a Genova, in Toscana, nella Riviera di Ponente.
Negli ‘intermezzi’ cura il suo negozio in pieno centro a Chiavari, è esperto di gemmologia. A 48 anni ancora da compiere ha vissuto almeno tre esistenze distinte, ce ne sarebbe d’avanzo e invece siamo alla vigilia di un altro giro di carte.

Un’altra avventura
L’ultima incarnazione dell’incontenibile Podestà è quella di direttore sportivo: parte dal vertice delle categorie dilettanti, la serie D, ed è un ritorno spettacolare. Lo scorso 25 maggio si accasa al Sestri Levante, dove era già stato 15 anni fa come allenatore in seconda. Ritrova Stefano Risaliti, presidente dei corsari alla quinta stagione, con il quale aveva diviso glorie e arrabbiature alla guida dell’Entella appena prima dell’arrivo di Antonio Gozzi.
Quando due così si ritrovano è chiaro che i fuochi d’artificio stanno per partire. ‘Gugu’ si esibisce subito in un volteggio senza rete: alla seconda settimana di lavoro, si ritrova senza allenatore, Guido Pagliuca, che aveva scelto dopo aver esaminato decina di pretendenti, ci ripensa e lo scorso venerdì rassegna le dimissioni. Podestà si ritrova senza guida tecnica e una squadra, reduce da una salvezza risicata in una stagione francamente deludente, che va rifondata.
Il nostro decide, come è nel suo stile, di fare ‘all in’. Mentre viaggia tra Coverciano, dove tanto per non avere troppo tempo libero ha seguito il corso per avere il patentino da osservatore professionista, e la Riviera gli viene in mente di rivolgersi a quello che lui ha sempre chiamato ‘il numero uno’. Ha saputo che in Lombardia Costanzo Celestini, il compagno di Maradona, uno scudetto con il Napoli, che emigrò nel Tigullio a inizio dello scorso decennio e fece grandi cose con Lavagnese, Entella e Sestri Levante, è libero da impegni. Anche in Lombardia si è fatto notare, tra Eccellenza e serie D ha ottenuto vittorie e riconoscimenti. L’uomo di Capri sembra destinato a una panchina prestigiosa nel Milanese quando arriva il ciclone ‘Gugu’.
Che racconta con una certa emozione come è riuscito a convincerlo: “Gli ho ricordato che a Sestri aveva lasciato, non per sua volontà, 13 anni fa un lavoro in sospeso e so che la sua anima ‘napoletan-teutonica’ non è mai insensibile a certi richiami. Ha detto sì, l’ho portato in fretta e furia dal presidente Risaliti. Si erano lasciati dieci anni quando erano entrambi usciti dall’Entella che stava ricostruendo le sue fortune. C’è voluto poco perché si stringessero la mano e cominciassero a progettare la nuova squadra”.

Un terzetto speciale
Si riforma un trio delle meraviglie: Risaliti e Celestini, due pesi massimi, due caratteri forti e, indispensabile equilibratore, Podestà. “Stefano (Risaliti N.d.R.) è uno che non ci sta a fare il comprimario. Quando mi ha chiamato per fare il diesse gli ho detto che mi offriva un compito troppo facile”. Facile immaginare la sorpresa di Risaliti. “No, è solo logica. A Sestri è partito troppo forte, al primo anno ha vinto i play off nazionali di serie D ed è arrivato alle soglie della promozione in Lega Pro. Nelle stagioni successive sono arrivati buoni risultati ma che non hanno ripetuto il botto della partenza e quindi generato un po’ di delusione. Negli ultimi due tornei la parabola è stata discendente, con due salvezze rispettivamente alla penultima e ultima giornata. Adesso si può iniziare la risalita e troveremo terreno fertile per ridare entusiasmo a una piazza che ha bisogno di poco per essere ‘risvegliata’. Getto un po’ di benzina sul fuoco? Mentre a Chiavari ci sono soprattutto brontoloni e a Lavagna i soliti affezionati, a Sestri c’è un potenziale di entusiasmo giovane ancora inesplorato. Celestini  è l’uomo giusto per incendiare la piazza”.
Anche se il mago di Capri sa cavare sangue dalle rape calcistiche sarà decisivo il lavoro di setaccio al quale Podestà dovrà dedicarsi: “Per questo mi verrà utilissimo quanto ho appreso in questi mesi nel corso da osservatore a Coverciano. Di pratica ne avevo tanta, ma un po’ di sana teoria, soprattutto un necessario aggiornamento, sono stati dei toccasana. Mi hanno fatto seguire e commentare big match del campionato portoghese, singoli professionisti in tornei esteri, è stata una faticaccia ma ne è valsa la pena. Il bagaglio che mi porto sulle spalle è accresciuto, mi sento prontissimo per la nuova sfida. A Celestini ho fatto da secondo in panchina, ora sarò il suo ‘armiere’: proverò a mettergli a disposizione il materiale necessario per decollare. Sin dove? Beh, dovreste saperlo, per noi ‘giocatori’ come limite c’è solo il cielo…”.

(d.s.)

7 Giugno 2018