Quel tunnel non s’ha da fare: altra beffa per la Fontanabuona
Approfondimento, Attualità

Quel tunnel non s’ha da fare: altra beffa per la Fontanabuona

di MATTEO GERBONI

Da quasi vent’anni si parla del tunnel tra la Fontanabuona e Rapallo. E probabilmente se ne parlerà per altri vent’anni. Eppure si tratta dell’area ligure (forse italiana) con il più alto tasso di presenza di imprese: sono oltre duemila per circa quindicimila abitanti, purtroppo oggi sempre più isolati.
Una telenovela in piena regola che ha regalato, puntata dopo puntata, speranze, illusioni, rallentamenti e docce gelate. L’occasione per rilanciare l’urgenza di un’opera che sembra rappresentare l’unica àncora di salvezza per un territorio sempre più in debito di ossigeno, ma deciso a non demordere, è stato il convegno organizzato a Monleone dal quotidiano ‘Il Secolo XIX’.

Il parere dei sindaci
Il sindaco di Cicagna Marco Limoncini ha dimostrato di avere il dono della sintesi: “Una volta eravamo paragonati al Nord-Est, oggi tante attività in valle hanno chiuso, però ci sono molti imprenditori che resistono: per loro, e per chi non chiede che di poter investire e dare lavoro in Fontanabuona, dobbiamo combattere”.
“Certe opere bisogna saperle pretendere”, è il messaggio forte e chiaro che arriva dai sindaci della vallata. Una richiesta accorata per superare un isolamento che potrebbe avere effetti sempre più gravi e irreversibili: “Sul tunnel non c’era nessuna voce contraria sul territorio – ha ricordato Gabriele Trossarello, sindaco di Moconesi – e posso assicurare che l’aspetto fondamentale è quello. Se ci facessero il tunnel, i problemi della valle li sapremmo risolvere”.
“C’è un progetto, un percorso, l’accordo formale di tutte le amministrazioni e le comunità. Servono i soldi e il coraggio della politica – ha continuato Limoncini – Noi chiediamo alla Regione di tornare a pretenderlo a Roma”.
Carlo Bagnasco, in qualità di vicesindaco metropolitano, ha lanciato una proposta: “Mettiamo insieme a ragionare tre, quattro sindaci, che rappresentino tutti gli schieramenti ma che soprattutto abbiano la determinazione di fare. Valutiamo dei progetti che facciano emozionare la gente. Noi, tra Rapallo e Santa Margherita, abbiamo messo un tappeto rosso, che poteva essere una idea semplice ma che ha fatto emozionare. Abbiamo avuto migliaia di persone”.

Il pressing di Boitano
Il consigliere regionale Giovanni Boitano ha allargato il discorso: “Il presidente della Regione Giovanni Toti deve adoperarsi nei confronti del governo affinché le sorti del tunnel Rapallo – Fontanabuona siano collegate alla realizzazione della Gronda di ponente”.
Ma concretamente da dove partirebbe, come si svilupperebbe e dove potrebbe arrivare il tanto agognato tunnel? E come si è sviluppato l’iter? Partiamo dall’inizio: addirittura il 13 aprile 2011 Regione e Autostrade firmano un protocollo d’intesa e il 6 marzo 2012 avviene la consegna del progetto preliminare. Dopo tre anni, il 25 maggio 2015, ecco il piano definitivo finanziato da Regione e Autostrade che investono oltre un milione a testa nell’operazione.

Il progetto nei dettagli
Il progetto sviluppa un tunnel con una lunghezza di 6 chilometri da percorrere a 60 chilometri orari.
Il tracciato si snoda a partire dall’autostrada esistente, tra gli svincoli di Recco e Rapallo e raggiunge la Fontanabuona in corrispondenza dell’abitato di Moconesi, in corrispondenza del quale avviene il collegamento con la viabilità di fondovalle esistente (Strada Provinciale 225).
Il progetto del collegamento prevede la realizzazione di opere, che possono essere così sintetizzate:

  • uno svincolo completo che s’innesta sull’Autostrada A12 nel tratto compreso tra le gallerie esistenti Giovanni Maggio e Casalino con rampe di immissione/uscita sia in direzione Genova sia in direzione Livorno. Quindi per consentire l’inserimento dello svincolo si rende necessaria una variante dell’autostrada esistente con lo spostamento delle carreggiate verso valle nel tratto interessato; in corrispondenza delle rampe di svincolo è prevista la realizzazione di viadotti per consentire lo scavalco delle carreggiate autostradali;
  • una rampa principale che, con uno sviluppo di circa 5.6 km, costituisce il collegamento vero e proprio con la vallata. Essa si sviluppa principalmente in sotterraneo mediante la realizzazione delle gallerie Caravaggio e Fontanabuona di lunghezza rispettivamente pari a 2088 e 2585 m. Le due gallerie sono separate da un breve tratto all’aperto in rilevato sito nelle vicinanze dell’abitato di Arboccò: nel tratto terminale della rampa, in prossimità dell’innesto sulla strada provinciale SP22, è prevista la realizzazione della barriera di esazione.
  • l’intervento di adeguamento della SP22 tra il punto di intersezione con la rampa principale e la SP225 in corrispondenza dell’abitato di Moconesi. In corrispondenza delle due intersezioni è prevista la realizzazione di due rotatorie.

Convergenze
L’aspetto paradossale della vicenda è rappresentato dal fatto che l’infrastruttura ha saputo mettere d’accordo tutti gli schieramenti politici, unendo di fatto la destra e la sinistra. La giunta presieduta da Toti, seguendo l’input del suo precedessore Burlando, ha, da subito, inserito la realizzazione del tunnel fra le priorità.
Così si esprimeva il consigliere Claudio Muzio (Forza Italia) a settembre del 2016: “Il tunnel di collegamento tra la Val Fontanabuona e Rapallo è stato inserito tra gli investimenti pubblici prioritari per la Regione Liguria in data 18 settembre 2015. La giunta Toti e la maggioranza ritengono quindi quest’opera strategica per lo sviluppo economico della nostra terra. C’è un progetto definitivo molto avanzato, con una previsione di spesa che si aggira realisticamente intorno ai 350 milioni di euro. Il nodo ancora aperto è quello del reperimento delle risorse. Le possibilità in campo per il finanziamento dell’infrastruttura sono tre: Autostrade per l’Italia, visto che il tunnel è direttamente interconnesso con la A12, o un intervento con risorse statali oppure attraverso il project financing. La volontà, in ogni caso, è quella di portare avanti quest’opera di indiscussa utilità”.
Nel gennaio 2018 i consiglieri regionali del Pd Raffaella Paita (eletta poi deputato) e Luca Garibaldi inserivano la grande opera tanto attesa nel Tigullio fra gli interventi prioritari di cui si doveva occupare il prossimo Governo del Paese. “Il tunnel della Fontanabuona diventi una priorità della prossima legislatura”.
“Quello della Valfontanabuona – precisavano i due esponenti del Pd – è uno dei 5 poli manifatturieri della Liguria, ma è privo di un’infrastruttura viaria adeguata e veloce. Eppure ha un vantaggio enorme, visto che si tratta dell’unica valle ligure che si sviluppa parallelamente alla costa. Quindi sarebbe possibile raggiungerne il cuore direttamente dal casello autostradale di Rapallo tramite una infrastruttura di circa 6 chilometri da sviluppare prevalentemente in galleria: il tunnel della Fontanabuona”.
L’opera, concludevano i due consiglieri regionali del Pd, “potrebbe costare dai 200 ai 300 milioni di euro, una percentuale minima del costo della Gronda di Genova per cui partiranno a breve i primi appalti”.

La doccia fredda di Castellucci
Ma ancora una volta si sono fatti i conti senza l’oste. Perché pochi giorni fa l’amministratore delegato di Autostrade per l’Italia Giovanni Castellucci ha sottolineato in conferenza stampa che “in passato si era convenuto con le istituzioni che l’opera non fosse prioritaria e non abbiamo motivo per tornare indietro. Ora siamo concentrati sul nodo di Genova”.

L’attacco di Limoncini
L’ennesima doccia gelata, ma Limoncini risponde per le rime: “Gli entusiasmi manifestati nel corso dell’interessante convegno dove tutta la Valle unita, sindaci e operatori economici oltre a Confindustria e le varie associazioni di categoria, hanno chiesto nuovamente a gran voce la necessità che la politica Regionale e Metropolitana faccia un passo avanti con un gesto di coraggio nei confronti del nostro territorio proprio sul Tunnel della Fontanabuona hanno ottenuto un disinteressamento proprio da parte di chi dovrebbe rappresentarci? Regione e Città Metropolitana? La nostra Valle e tutto il Tigullio hanno necessità di avere risposte certe. Chiediamo nuovamente un gesto di coraggio da parte della Regione affinché questo progetto sia portato avanti e considerato prioritario affinché si faccia veramente portavoce nei confronti del nostro territorio sui tavoli del Governo e di società Autostrade. La nostra Valle unita chiede semplicemente rispetto”.

Anche Muzio si mobilita
“Rivolgo un appello a tutti i parlamentari liguri di tutte le forze politiche affinché, facendo seguito a quanto promesso nel corso dell’ultima campagna elettorale, assumano forti iniziative finalizzate al finanziamento del tunnel della Fontanabuona. In questo quadro mi farò promotore di un incontro urgente in Regione con tutti i sindaci della vallata, per fare il punto della situazione”. Sono queste le proposte avanzate da Claudio Muzio, consigliere regionale di Forza Italia e segretario dell’Ufficio di Presidenza, dopo le recenti dichiarazioni dell’amministratore delegato di Autostrade per l’Italia, Giovanni Castellucci. “Resto convinto – prosegue Muzio – che sul tunnel contino più gli atti ufficiali che le dichiarazioni rese in un’intervista giornalistica. Certamente le parole dell’ad di Autostrade per l’Italia destano preoccupazione e necessitano di un chiarimento, ma a fronte di ciò vi sono gli atti e i progetti approvati, da ultimo la delibera di Giunta regionale n. 997 del 18 settembre 2015, che individua puntualmente il tunnel quale infrastruttura prioritaria e strategica per la Liguria. Ciò è stato ribadito di recente anche dal presidente Toti in un incontro a Sestri Levante”.

Anche perché il tunnel, oltre a servire i numerosi Comuni della vallata e il polo industriale, sarebbe anche un’ottima alternativa per decongestionare la viabilità del Tigullio nelle punte di traffico estive.
Ma la sensazione è che alla parole (tante) difficilmente seguiranno i fatti.
Come avviene da quasi vent’anni.

31 Maggio 2018
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